A chi di non è mai capitato di imbattersi in rete (e di utilizzare) i sempre più diffusi motori di comparazione di prezzi per valutare l’acquisto di un prodotto / servizio?

Considerando sia i “generalisti”, che confrontano svariate tipologie di prodotti, che gli “specializzati”, ormai è possibile comparare in rete i prezzi qualsiasi cosa ci interessi: dalle tariffe telefoniche, ai voli aerei, ai prezzi degli ultimi ritrovati tecnologici, fino ad arrivare al confronto delle offerte / volantini dei differenti punti vendita.

L’enorme sviluppo di questo segmento digitale ha avuto un risvolto sicuramente molto positivo per le tasche dei consumatori in svariati settori, con un effetto non limitato soltanto al comparto dell’e-commerce, ma iniziando a funzionare da benchmark trasversale on e off line.

Ma siamo sicuri che tali meccanismi abbiano gli stessi effetti su tutti i mercati?

Da molti anni effettuo ricerche per il mondo delle assicurazioni on line e i mesi di agosto e settembre sono quelli in cui abitualmente presento i risultati dell’osservatorio AssiNext, che rappresenta anche un’ottima occasione per chiacchierare a ruota libera con i clienti dei più svariati temi di attualità del settore.

Come  ormai da tempo, anche quest’anno ho avuto lunghi confronti e discussioni sul ruolo, le opportunità e più in generale sull’apporto fornito dai siti di comparazione dei prezzi delle polizze RC, fenomeno ormai sempre più diffuso anche in italia.

Effettivamente il funzionamento di tali servizi nel contesto delle assicurazioni dirette vive di una forte anomalia di fondo: la promessa di un minor prezzo è sempre stata supportata dal concetto della disintermediazione, eliminando il “costo” degli agenti a vantaggio dell’assicurato. Tale promessa, nel percepito degli utilizzatori dei vari siti di comparazione, sembra rispettata, infatti la quasi totalità li considera servizi gratuiti, di utilità, la cui fonte di revenue probabilmente deriva dalla pubblicità online, come per qualsiasi portale e o sito internet.

Il meccanismo dei comparatori di polizze invece, segue le logiche della classica mediazione: i “broker online” guadagnano una fee su ogni polizza sottoscritta tramite i loro siti e, essendo loro stessi titolari dei dati di chi ha sottoscritto la polizza, sono in grado di indirizzare o meno , a seconda degli accordi commerciali sottoscritti, pubblicità su nuovi ulteriori risparmi prima della scadenza.

Questo modello commerciale, che da un lato facilita l’ingresso di nuovi assicurati, pone però a carico delle compagnie di assicurazione dirette dei costi sempre più elevati che inesorabilmente, prima o poi, si riverseranno sui clienti.

Tra le compagnie dirette c’è chi ha scelto di rimanere completamente fuori da questo mondo, chi invece ne fa un utilizzo prettamente tattico, limitato ad alcuni periodi / momenti particolari, e chi invece ne ha fatto una vera e propria strategia per l’acquisizione di nuova clientela.

Chi avrà effettuato la scelta migliore? Il futuro sicuramente ci darà delle risposte ricordandosi che nel mondo digitale il futuro è ….dietro l’angolo.