Il nostro istituto non opera in alcun modo nella produzione di sondaggi politici e rilevazioni delle intenzioni di voto, per questo mi sento libero di poter esprimere un’opinione a riguardo dell’argomento.
Da questa sera, e per due settimane, i sondaggi elettorali saranno messi a tacere e l’Italia pre-elettorale si cala nella sorda inconsapevolezza di quello che il giorno del voto potrebbe accadere. Ma quale logica si cela dietro il silenziare i sondaggi in un paese come il nostro? La possibilità che la comunicazione dei sondaggi attraverso gli organi di informazione possa orientare le intenzioni di voto.
Ma quale popolo di sprovveduti siamo noi, non in grado di esercitare liberamente il nostro giudizio e senso critico, anche di fronte a sondaggi dell’ultima ora, per avere bisogno di uno Stato che impone il silenzio a questo riguardo? Forse che il problema stia invece nelle modalità di comunicazione con le quali vengono diffusi i sondaggi, o magari nel fatto che le piattaforme di informazione non siano del tutto indipendenti da forze politiche nel nostro paese, per garantire che il diritto all’informazione non si trasformi in un’ipotesi di manipolazione dell’elettore? E poi, perché non interdire questa forma di conoscenza solo nelle ultime 48 ore, ad esempio?
La SWG, uno stimato istituto esperto di queste tematiche, ha sviluppato in questi giorni un’interessante iniziativa che, attraverso il ricorso di un’app telefonica a pagamento, avrebbe consentito agli utenti elettori di continuare ad esprimere le loro intenzioni di voto, e divulgarne anche i risultati, nelle due settimane incriminate, sfruttando intelligentemente “un buco” della normativa in materia. Non entro nel merito giuridico delle ragioni, ma dopo poche ore l’AgCom ha bloccato anche questa iniziativa.
Strano paese il nostro che non riesce a regolare la materia del conflitto di interessi in ambito dei media, e che si arroga invece il diritto di sostituirsi al nostro libero arbitrio a riguardo dell’intenzione di voto, esercitando una sorta di tutela.
Ancor più strano paese il nostro nel quale, quando lo Stato dovrebbe esercitare invece le sue funzioni di garanzia prima e di giudizio poi come nel caso della giustizia, invece lascia che siano molto spesso le anomalie del libero arbitrio di alcuni cittadini a prevalere, a causa dell’incertezza delle pene…
Molti anni fa ero in vacanza in Baja California – Messico, e ricordo che mi fu servita un’aragostella che dovetti mangiare accompagnata da acqua minerale. Quando chiesi perché non era possibile avere una birra, mi spiegarono che il paese era in divieto alcolico perché il giorno dopo si sarebbero tenute le elezioni, e la somministrazione di alcol può favorire problemi di ordine pubblico. Ciò è avvenuto anche recentemente in Repubblica Dominicana, e in Italia nel dopoguerra.
Che il sistema dell’informazione che diffonde in Italia i sondaggi sia diventato potenzialmente dannoso come l’alcol?