The Weekly n. 346 – Nella The Weekly: i-readiness del 13 gennaio 2012 avevamo messo in risalto le potenzialità e I punti di forza del “cookie persistente” quel tipo di tecnologia che permette di sapere quanti utenti sono stati esposti ad una campagna pubblicitaria online ancora prima di iniziare con la rilevazione. Nel momento in cui il panelista naviga su Internet e visualizza una campagna taggata, un cookie temporaneo viene rilasciato nel suo browser e al contempo l’informazione viene associata al cookie persistente. Uno dei veri vantaggi è rappresentato dal ripristino automatico qualora il panelista decidesse di cancellarlo recuperando così l’intera storia di esposizione dell’individuo.

Ma chi sono i “cancellatori di cookie”? In questo numero andremo ad esplorare proprio il profilo di chi durante la navigazione cancella i cookie dal computer. Nextplora ne ha ricostruito il profilo grazie all’analisi delle campagne di X-AdTrack che ha portato avanti negli ultimi 6 mesi realizzando un campione che racchiude tutti coloro che hanno cancellato i cookie.

Partiamo dal profilo socio-demografico, se il genere risulta essere allineato non mostrando differenze significative tra uomini e donne, la fascia di età invece propende per gli individui tra i 25 e i 44 anni, rispettivamente il 37% e il 31% del campione ossia le fasce d’età più pratiche del mondo digitale.

Dall’analisi risulta inoltre che il 60% del campione ha frequentato o frequenta l’università e il 40% lavora nel settore impiegatizio, tutto questo a sottolineare l’alta competenza rispetto alle tematiche web, l’uso intensivo del computer e in generale di tutto quello che ruota attorno al mondo di internet. Sono anche coloro che maggiormente si collegano alla rete, il 91% del campione alla domanda “Pensando a tutti i luoghi da cui è possibile connettersi, tu personalmente accedi ad Internet…” ha risposto “tutti i giorni”.

Più della metà del campione (55%) dichiara di collegarsi internet sia da casa che dal lavoro, questa abitudine a collegarsi sia dal posto di lavoro sia successivamente a casa suggerisce una maggior attenzione verso la tutela degli strumenti di navigazione, sia perché molte aziende per policy aziendale impongono una pulizia quotidiana dei cookie sia perché gli utenti si sentono più “minacciati” dal non rispetto della privacy personale.